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Quando arriva il momento di mostrarsi.

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Quando arriva il momento di mostrarsi. Ci sono stagioni che non fanno rumore. Scorrono secondo copione, senza strappi, senza picchi isterici. E poi ci sono quelle in cui, all’improvviso, il calendario smette di essere una sequenza di partite e diventa uno specchio. Ti guarda. Ti chiede: chi sei davvero? È esattamente lì che siamo arrivati.     U19 Gold – Fare il nostro. Niente di più, niente di meno. Fin qui, guardiamoci negli occhi: tutto come doveva andare. Le partite più complicate giocate in casa, il gruppo che ha rispettato il percorso, qualche scivolone fisiologico e tante risposte serie. Nessun titolo, nessun allarme. Ora arrivano due trasferte che contano: Basket Roma e Petriana. Non perché siano imprese impossibili, ma perché sono quelle partite lì. Quelle che ti dicono se stai davvero facendo il tuo. Vincerle entrambe non significherebbe avvicinarsi a un piccolo primo obiettivo. Rispettare il lavoro, rispettare il gruppo, rispettare il campionato. Niente proclami, n...

Nessuno si senta escluso!

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  Nessuno sin senta escluso. Ci sono serate che ti lasciano addosso una sensazione strana. Non sei svuotato, non sei sconfitto del tutto. Sei inquieto. Perché sai che poteva andare diversamente. Perché sai che il potenziale c’è, ma non è stato onorato fino in fondo. È successo così, in parallelo, alla nostra U19 Gold e alla Serie C . Due partite diverse, due contesti diversi, un unico filo rosso: la gestione dei momenti che contano . U19 Gold – Il vantaggio c’è. Il fuoco, no. Prendiamoci quello che va preso, senza ipocrisie.  Il vantaggio nel doppio confronto resta. Le 13 triple messe a segno raccontano di talento, di spaziature, di capacità offensive che non sono casuali. Ma poi bisogna avere il coraggio di dirlo: non basta. Difesa troppo morbida, concentrazione a intermittenza, e soprattutto quell’assenza che pesa più di tutto: il sacro fuoco . Quello che serve se vuoi davvero arrivare primo su 45 squadre. Quello che non si allena, ma si pretende. Roma Eur ha fatto la sua...

" Let me cook "

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Lasciatelo cucinare.  Ogni anno è la stessa storia. Stesso calendario, stessa maglia, stesso parquet. E lo stesso brusio di fondo: sopracciglia alzate, nasi storti, sentenze preventive. Prima ancora della prima palla a due. È successo tre anni fa, due anni fa, l’anno scorso. E puntuale, succede anche adesso. Fa parte del gioco, intendiamoci. Fa parte dell’essere Alfa.   Perché qui lo scetticismo convive da sempre con una passione vera, ruvida, autentica. Quella che borbotta, critica, ma poi è sempre lì. Sugli spalti. A soffrire. La vittoria contro Civitavecchia , nella prima casalinga del nuovo anno, non è una liberazione. È qualcosa di più sottile e forse più importante: è una conferma. Di metodo. Di identità. Di lavoro. Una partita che racconta bene chi è oggi questa Serie C . Un avvio feroce, difesa che morde, attacco che gira, intensità che mette subito le cose in chiaro. Poi il basket, quello vero: cali, rientri, parziali subiti, momenti in cui l’inerzia sembra scivolare ...

That fuckin place!

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That fuckin place C’è un unico fottutissimo posto. Uno solo. E attorno ci sono quarantacinque pretendenti che spingono, corrono, urlano, vincono, perdono. Tutti con la stessa ossessione negli occhi. Nella prima fase ci è girato tutto storto. Trasferte maledette, episodi, infortuni, dettagli che nel basket pesano come macigni. Possiamo chiamarla sfortuna, possiamo raccontarcela in mille modi. Va bene così. Ora però basta parole. Ora è il momento di dimostrarlo. La  U19 Gold dell’Alfa Omega  ha imboccato il punto esatto della stagione in cui non conta più come sei arrivato, ma  come resti in piedi . La vittoria casalinga di mercoledì contro la  Petriana Roma  non è stata solo un referto positivo. È stata una risposta. Una partita sporca, intensa, giocata con il corpo prima ancora che con la testa. Non tutto è stato pulito, non tutto è stato brillante. Ma c’era una cosa chiara: la squadra. Un gruppo che ha deciso di stare insieme dentro la fatica, dentro i momenti ...

La C torna corsara in trasferta.

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Ci sono vittorie che contano per la classifica... E poi ce ne sono altre che contano per quello che raccontano. Di chi sei, di dove stai andando, di come scegli di stare in campo. Quella conquistata dall’ Alfa Omega sul parquet di HSC Palocco appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una vittoria costruita lontano da casa, con pazienza e carattere, figlia di una squadra che ha saputo leggere la partita, aggiustarsi strada facendo e crescere minuto dopo minuto. L’avvio è all’insegna dell’equilibrio. L’Alfa gioca una buona pallacanestro offensiva: la palla si muove, le spaziature sono corrette, le soluzioni arrivano con naturalezza. Dall’altra parte, però, manca continuità nella metà campo difensiva e Palocco resta agganciata, sfruttando ogni minima disattenzione. È una fase di studio, in cui nessuno riesce davvero a prendere il controllo. Dal secondo quarto cambia tutto. Gli aggiustamenti arrivano, ma soprattutto arriva l’atteggiamento. L’intensità difensiva sale, l’attenzione ...

Let's Begin Again

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Si riparte. E non è mai solo basket. C’è un momento preciso, a gennaio, in cui il calendario smette di essere una promessa e torna a essere verità. I campionati riprendono fiato, le palestre si riaccendono, le borse tornano a riempirsi di scarpe, maglie, sogni. È la ripartenza. E per l’Alfa Omega non è mai soltanto una questione di partite. È un ritorno al ritmo. Alla fatica. All’identità. Ripartono tutti i campionati: FIP, CSI, AICS, riparte il settore minibasket, riparte quella macchina imperfetta e bellissima che tiene insieme bambini, ragazzi, allenatori, famiglie, dirigenti. Una comunità che si muove tutta nella stessa direzione: il campo. Serie C – In trasferta, a testa alta La prima squadra riparte da lontano, da una trasferta contro HSC, campo che non regala nulla e chiede tutto. La Serie C dell’Alfa arriva a questo appuntamento con addosso le cicatrici delle settimane passate, ma anche con una consapevolezza ormai chiara: quando gioca da squadra, può stare dentro ogni partita....

Un unica maglia, un unico spirito.

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Un’unica maglia, un unico spirito C’è una fotografia che racconta tutto. Un pallone che sale verso il ferro, corpi intrecciati, mani protese, nessuno che si tira indietro. Giallo e blu che si confondono nel sudore, nella fatica, nella voglia di non concedere nulla. Dentro quell’istante c’è l’Alfa Omega intera. Dentro quell’istante c’è una regola non scritta: se vuoi passare, devi soffrire. Con l’arrivo delle festività è tempo di fermarsi un attimo. Non per spegnere il motore, ma per guardarsi indietro e capire dove siamo. E soprattutto per ricordarci chi siamo. Minibasket: Aquilotti, Scoiattoli, Pulcini Si parte sempre da qui. Dai Pulcini che inseguono la palla con gli occhi spalancati. Dagli Scoiattoli che scoprono cosa significa passarsela. Dagli Aquilotti che iniziano a capire che il canestro è importante, ma il compagno lo è di più. Qui non si contano i punti, si costruiscono persone. Qui nasce il rumore più bello del PalaAlfa: quello delle risate, delle scarpe slacciate, dei genit...