" Let me cook "




Lasciatelo cucinare. 

Ogni anno è la stessa storia.

Stesso calendario, stessa maglia, stesso parquet.

E lo stesso brusio di fondo: sopracciglia alzate, nasi storti, sentenze preventive. Prima ancora della prima palla a due. È successo tre anni fa, due anni fa, l’anno scorso. E puntuale, succede anche adesso.

Fa parte del gioco, intendiamoci. Fa parte dell’essere Alfa.


 

Perché qui lo scetticismo convive da sempre con una passione vera, ruvida, autentica. Quella che borbotta, critica, ma poi è sempre lì. Sugli spalti. A soffrire.

La vittoria contro Civitavecchia, nella prima casalinga del nuovo anno, non è una liberazione. È qualcosa di più sottile e forse più importante: è una conferma. Di metodo. Di identità. Di lavoro.

Una partita che racconta bene chi è oggi questa Serie C. Un avvio feroce, difesa che morde, attacco che gira, intensità che mette subito le cose in chiaro. Poi il basket, quello vero: cali, rientri, parziali subiti, momenti in cui l’inerzia sembra scivolare via. E infine la cosa che più conta: la capacità di rimettere ordine. Di non sbandare. Di gestire.

  

Due vittorie consecutive, sì. Ma soprattutto una squadra che sta imparando a stare dentro le partite difficili. Che non scappa quando va tutto bene e non si sfalda quando qualcosa si incrina.

Questo campionato lo avevamo detto fin dall’inizio: è un girone dove nulla è scontato. Ogni domenica è una trappola, ogni partita una storia diversa. Ed è proprio qui che le sfide iniziano a somigliare a pane quotidiano per chi vive di responsabilità.

 
  


Coach Sementilli lo ha già dimostrato. Le difficoltà non lo spaventano, lo esaltano. Così come pesa – e allo stesso tempo motiva – la responsabilità condivisa con coach Tardiolo e coach Mosticone: tenere la categoria, sì, ma farlo facendo crescere il gruppo, integrando gli U19, costruendo qualcosa che vada oltre il risultato secco della domenica.

L’obiettivo dichiarato è una salvezza tranquilla. Parola che sembra semplice, ma che in questo contesto vale oro. Perché significa lavoro quotidiano, scelte impopolari, pazienza quando fuori qualcuno vorrebbe tutto e subito.

Oggi commentiamo due vittorie consecutive e un entusiasmo che torna a farsi sentire. Bene così. Ma senza cambiare registro: niente voli pindarici, niente conti prematuri. Solo un percorso che inizia a essere riconoscibile.

E allora, con il massimo rispetto per tutti i ruoli – tecnici, giocatori, dirigenti, tifosi – permetteteci di dirlo chiaro, una volta per tutte:

Lasciatelo cucinare.

Perché il piatto è ancora sul fuoco.

E chi conosce questo posto sa che le cose buone, qui, non sono mai state rapide.


La Redazione




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