Nessuno si senta escluso!
Nessuno sin senta escluso.
Ci sono serate che ti lasciano addosso una sensazione strana. Non sei svuotato, non sei sconfitto del tutto. Sei inquieto. Perché sai che poteva andare diversamente. Perché sai che il potenziale c’è, ma non è stato onorato fino in fondo. È successo così, in parallelo, alla nostra U19 Gold e alla Serie C. Due partite diverse, due contesti diversi, un unico filo rosso: la gestione dei momenti che contano.
U19 Gold – Il vantaggio c’è. Il fuoco, no.
Prendiamoci quello che va preso, senza ipocrisie.
Il vantaggio nel doppio confronto resta. Le 13 triple messe a segno raccontano di talento, di spaziature, di capacità offensive che non sono casuali.
Ma poi bisogna avere il coraggio di dirlo: non basta.
Difesa troppo morbida, concentrazione a intermittenza, e soprattutto quell’assenza che pesa più di tutto: il sacro fuoco. Quello che serve se vuoi davvero arrivare primo su 45 squadre. Quello che non si allena, ma si pretende.
Roma Eur ha fatto la sua partita: compatta, continua, mai doma. Merita rispetto. Così come va un grande in bocca al lupo ad Anyanzo, uscito malconcio da una caduta che ci ha fatto trattenere il fiato tutti.
Qui la strada è ancora lunga. E il margine d’errore, per chi punta in alto, è sempre più sottile.
Serie C – Dominare non basta, bisogna chiuderla
A Bracciano l’Alfa gioca 30 minuti sopra le righe.
Dopo un primo quarto equilibrato, cambia marcia: intensità, qualità, personalità. Un +13 all’intervallo che non arriva per caso. È pallacanestro vera, comandata, letta bene. E poi, come spesso accade nelle partite che insegnano più delle vittorie facili, arriva il momento che decide tutto. Cinque minuti. Un blackout.Un parziale che ribalta inerzia e risultato.
Fa male, sì. Fa malissimo. Perché una partita così, fuori casa, non puoi buttarla. Non se vuoi crescere davvero.
Ma attenzione: questa non è una resa dei conti. È un passaggio obbligato.
Perché questo è un gruppo unico. Un progetto che guarda avanti. Un incastro di senior e ragazzi giovani su cui società e staff hanno deciso di investire, senza scorciatoie. Qui nessuno è una comparsa. Qui nessuno può chiamarsi fuori.
Le responsabilità sono condivise. In campo, in panchina, sugli spalti.
Ora tocca a noi, Domenica non è “un’altra partita”.
È una chiamata. Una di quelle che misurano l’identità di una casa, non solo di una squadra.
Vogliamo il PalaAlfa pieno, rumoroso, vivo. Come solo il popolo gialloblu sa fare quando sente che è il momento di stringersi. Perché se è vero che si cresce gara dopo gara, è altrettanto vero che non si cresce mai da soli. Nessuno si senta escluso. Nessuno.
Let’s go Alfa. 💛💙
La Redazione
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